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Carbomat: 5-7 dicembre 2011, Catania PDF Stampa
Mercoledì 23 Novembre 2011 09:31

Dal 5 al 7 dicembre 2011 scienziati e ricercatori provenienti da tutta Europa e dal Nord America si daranno appuntamento al Museo Diocesano di Catania (P.zza Duomo – Via Etnea, 8) per “Carbomat” , il workshop internazionale sui sistemi di carbonio a bassa dimensionalità (nanotecnologie), organizzato da Silvia Scalese e Antonino La Magna, ricercatori dell'Istituto per la Microelettronica e Microsistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sezione di Catania. “Carbomat”, che per il secondo anno consecutivo ha scelto la città etnea come location, rappresenta un importante momento di confronto tra studiosi di fama mondiale sui risultati raggiunti dalla ricerca nel campo delle nanotecnologie. Ma anche un'interessante occasione d'incontro tra la ricerca scientifica di base e l'industria tecnologica. Interverranno, tra gli altri, i professori Eleanor E. B. Campbell (Edinburgh University, UK), Franco Cataldo (Actinium Chemical Research srl), Vladimir I. Falko (Lancaster University, UK), Miklos Kertesz (Georgetown University, USA), Michele Lazzeri (IMPMC Paris, Francia), Michele Penza (ENEA Brindisi) e Maurizio Prato (Università di Trieste). Gli interventi saranno coordinati da Silvia Scalese e Antonino La Magna. Al centro del workshop saranno i temi relativi ai materiali nanostrutturati a base di carbonio (nanotubi, fullereni, catene lineari, grafene) e alle possibili applicazioni nel campo della tecnologia. Gli ambiti di applicazione dei nuovi ritrovati spaziano dai sensori ambientali e biologici alle nanotecnologie, dalle energie rinnovabili alla diagnostica, dagli agenti antimicrobici alle membrane, ecc. Grazie alle loro eccezionali proprietà elettroniche, termiche e strutturali, infatti, i materiali nanostrutturati a base di carbonio rappresentano il futuro per la fabbricazione di dispositivi elettronici “post-Silicon” e “non-Silicon”, basati cioè su una tecnologia alternativa al silicio. Una sessione speciale del workshop, inoltre, sarà dedicata alla sensoristica e alle interazioni tra nanostrutture di carbonio con gruppi chimici e molecole funzionali. Info e contatti: CNR - Istituto per la Microelettronica e Microsistemi Zona industriale Ottava Strada, 5 - 95121, Catania Tel: +39 095.5968211 Fax: +39 095.5968312 E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. http://carbomat.imm.cnr.it

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Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Novembre 2011 09:37
 
Francia, un italiano fra i medici dell'anno PDF Stampa
Scritto da Luigi de Luca   
Domenica 19 Dicembre 2010 13:10

Francia, un italiano fra i medici dell'anno: il cardiochirurgo Marco Vola

E' uno dei sei insigniti a Parigi delle  "VICTOIRES DE LA MEDECINE 2010".

Premiato per la tecnica di microdialisi cardiaca che consente un particolare monitoraggio del cuore durante le operazioni.

A soli 38 anni è considerato uno dei migliori chirurghi di Francia e pochi giorni fa è stato uno dei sei insigniti, a Parigi, con "Les victoires de la medecine 2010", prestigioso riconoscimento patrocinato da Alain Carpentier, uno dei padri della cardiochirurgia moderna. Del resto, Marco Vola ha al suo attivo 1.600 "procedure maggiori" di cardiochirurgia e non è un caso se alla sua pur giovane età è responsabile dell'unità e del programma di chirurgia cardiaca mini-invasiva del Centro ospedaliero universitario di Saint-Etienne.

Valdostano di nascita, Marco Vola è uno dei tanti giovani che hanno dovuto espatriare per poter mettere in pratica le proprie idee. Ora in Francia è stato premiato per aver sviluppato e praticato per la prima volta, con l'aiuto del collega Vittorio Mantovani, ricercatore cardiochirurgo dell'Università dell'Insubria di Varese, la nuova tecnica della microdialisi cardiaca. "Si tratta dell'applicazione di una micromembrana dializzante nel muscolo cardiaco  -  spiega Vola - grazie alla quale si può studiare il comportamento del muscolo stesso durante le fasi più delicate dell'intervento cardichirurgico".

Come funziona esattamente questa micromembrana?
"Rilevando la concentrazione interstiziale di alcune sostanze, come il lattato, il piruvato e così via, che indicano la sofferenza cellulare, per studiare il metabolismo energetico dell'organo durante queste fasi delicate".

Qual è l'importanza di questa nuova tecnica?
"La maggioranza degli interventi di cardiochirurgia viene effettuata arrestando il cuore, mentre la circolazione extracorporea sostiene il paziente. Ovviamente la sofferenza del muscolo aumenta con la durata dell'arresto cardiaco. In altre parole, meno dura l'intervento e più è facile far ripartire il cuore. Finora avevamo pochi strumenti per capire quanto le cellule del cuore soffrissero durante gli interventi più lunghi. Con la microdialisi speriamo che diventi più facile proteggere il muscolo cardiaco".

leggi tutto: http://www.repubblica.it/saluto-10241098/

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Ultimo aggiornamento Martedì 22 Marzo 2011 10:48
 
Antibatterico dei dentifrici sotto accusa PDF Stampa
Scritto da Luigi de Luca   
Venerdì 15 Ottobre 2010 12:43

Antibatterico dei dentifrici sotto accusa

Il triclosan presente in dentifrici, saponi e cosmetici causa farmaco-resistenza ed è sospettato di provocare alterazioni ormonali

Il Comitato per la sicurezza scientifica dell'Unione Europea sostiene che la capacità battericida di questa sostanza possa promuovere la diffusione di fenomeni di antibiotico-resistenza, fenomeno molto pericoloso che mina l'efficacia dei farmaci.
Il triclosan, infatti, può causare mutazioni genetiche che provocano un aumento delle difese dei batteri contro i medicinali, in particolare il problema riguarda gli antibiotici. Inoltre queste mutazioni possono essere trasmesse ad altri microrganismi, diffondendo così la farmaco-resistenza acquisita. Alcuni studi hanno già individuato alcune mutazioni di salmonella, del batterio responsabile delle infezioni ospedaliere (MRSA) e di E.coli che inducono un certo grado di resistenza al triclosan.
Le aziende produttrici di cosmetici e dentifrici si dividono sulla questione: la GlaxoSmithKline, per tranquillizzare i consumatori, ha deciso di eliminare il triclosan da Aquafresh, Sensodyne e Corsodyl. La Colgate Palmolive, invece, crede che i benefici apportati dall'antibatterico siano più importanti degli eventuali rischi.

E' da notare che il triclosan, secondo quanto rilevato dalle analisi condotte dai Centri statunitensi per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, si rileva nelle urine del 75% della popolazione americana e probabilmente in Europa la situazione è simile.
Infine, un altro allarme arriva dalla FDA (Food and Drug Administration) secondo cui il triclosan potrebbe causare alterazioni ormonali e per questo si stanno conducendo ulteriori studi.

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Ultimo aggiornamento Sabato 16 Ottobre 2010 16:46
 
Una compressa per i malati di tumore al polmone PDF Stampa
Scritto da Luigi de Luca   
Venerdì 15 Ottobre 2010 12:36

Una compressa per i malati di tumore al polmone:

Scoperto a Livorno un nuovo farmaco che potrà sostituire la chemioterapia nei pazienti affetti da tumore al polmone con mutazione del gene EGFR, evitandone gli effetti collaterali

Al congresso della Società europea di Oncologia a Milano, Federico Cappuzzo, direttore dell'Unità operativa di Oncologia medica all'ospedale di Livorno, ha presentato un nuovo farmaco capace di bloccare la moltiplicazione di cellule cancerogene.

Le ricerche hanno dimostrato che l'assunzione di questo medicinale da parte di soggetti affetti da carcinoma polmonare, ha riscontrato risultati migliori rispetto al tradizionale uso della chemioterapia, soprattutto per i pazienti che presentano la mutazione del gene EGFR (per lo più donne e non fumatori). Il trattamento con Erlotinib permette di agire in modo più selettivo, riuscendo a impedire lo sviluppo delle cellule cancerogene e a ucciderle, eliminando gli effetti collaterali della chemioterapia.

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Chirurghi, fuga dalle sale operatorie PDF Stampa
Scritto da Luigi De Luca   
Mercoledì 13 Ottobre 2010 10:53

Chirurghi, fuga dalle sale operatorie: l'Italia "si consola" con i robot

Tremila medici al 112° congresso della Sic per parlare anche del calo delle "vocazioni". Iter formativo lungo, troppi rischi di denuncia: ogni anni le iscrizioni alle scuole di specializzazione calano del 30%. "Tra dieci anni dovremo importare i 'bisturi' dall'estero"

Ci vuole troppo tempo per diventare chirurgo e arrivare a uno stipendio rapportato agli studi; in compenso si rischia continuamente di essere denunciati. Sono queste le ragioni principali per cui negli ospedali "tra dieci anni potremmo non avere più chirurghi italiani". Il paradosso è di Rocco Bellantone, segretario generale della Società italiana di chirurgia (Sic), e sintetizza un fenomeno, quello della fuga dalle sale operatorie, che negli ultimi anni in Italia ha portato a conseguenze in altri tempi incredibili, come le sedi vacanti.

In Italia un neolaureato che vuol fare il chirurgo dovrà studiare intensamente sei anni (ma l'80% degli studenti ne impiega in media due in più per finire), dedicarne altri sei alla specializzazione e poi aspettarne quattro per cominciare a guadagnare quanto i suoi coetanei ingegneri, imprenditori o avvocati. Con la differenza che questi ultimi lavorano e guadagnano in media già da 10 anni.

E' questo uno dei motivi per cui la professione, in crisi un po' in tutta Europa, soffre di un preoccupante calo di vocazioni. Molti si perdono per strada e dopo anni di studio accettano incarichi ambulatoriali e rinunciano a fare il chirurgo tour court".

Se però ogni anno il numero dei laureandi che si iscrivono alle scuole di chirurgia crolla del 30%, non è solo a causa dell'iter formativo troppo lungo. Alla "fuga dalla sala operatoria" contribuisce un fenomeno collegato alla delicatezza della professione ed alla "esposizione" del chirurgo quale primo responsabile in caso di complicanze nel corso dell'operazione. "Otto chirurghi su dieci - spiega De Antoni - hanno almeno un procedimento giudiziario in corso e questo nonostante, secondo gli ultimi dati Ispo (Istituto studi pubblica opinione), il 90% degli italiani dichiari di fidarsi dei medici italiani. I chirurghi però vengono sempre messi sotto accusa e spesso ingiustamente. Lo dimostra il fatto che nove su 10 vengono assolti. Ma anche dopo l'assoluzione la loro vita e il loro approccio alla professione non sarà più lo stesso".

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Ottobre 2010 22:27
 
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